ATP CHALLENGER 175 CAGLIARI, BERRETTINI RIPARTE DALLA SARDEGNA: “QUI PER RITROVARE IL MIO LIVELLO”
Esordio insidioso contro Kypson: “Prima partita sempre complicata, voglio crescere match dopo match”

Dopo l’uscita al Masters 1000 di Madrid, Matteo Berrettini sceglie Cagliari per rimettersi in moto. L’ex numero 6 del mondo, oggi n. 96 ATP, si presenta in conferenza stampa al Challenger 175 con l’obiettivo di ritrovare continuità e condizione.
Che sensazioni hai dopo i primi giorni a Cagliari?
“Sono arrivato venerdì sera, quindi mi sono già abituato abbastanza alle condizioni. Sono contento di essere qui: questo è un posto speciale per me, praticamente sono cresciuto in questo circuito. Mi sento felice di poter competere ancora, giocare e cercare di ritrovare la mia miglior condizione fisica e mentale. Credo che questo sia il posto giusto per farlo.”
La prima partita sarà contro l’americano Patrick Kypson (n. 90 ATP, 26 anni): che match ti aspetti?
“Le prime partite sono sempre complicate, anche quando si è in grande forma, perché devi adattarti alle condizioni. In questo caso ancora di più: non ci siamo mai allenati né affrontati, quindi non lo conosco bene. Sarà sicuramente una partita complessa sotto tanti aspetti. Però sono qui per mettere minuti nelle gambe, ritrovare energia e crescere partita dopo partita. Spero che andando avanti nel torneo le sensazioni migliorino e il livello salga. Voglio anche godermi l’atmosfera italiana, che mi è mancata tanto: spero che il calore di Cagliari si faccia sentire.”
Qui hai già bei ricordi, anche in doppio qualche anno fa in coppia con tua fratello
“Esatto, sembra ieri ma sono passati cinque anni. È stato bellissimo, ricordo partite con giocatori molto forti. È stata una settimana importante e spero di ritrovare quelle energie per affrontare questa nuova esperienza.”
Cosa ti porti dietro dalle esperienze recenti tra Monte Carlo e Madrid?
“Mi porto la consapevolezza di poter stare a quel livello. Posso vincere e posso perdere, ma sento che appartengo a quel gruppo. Allo stesso tempo il tennis è diventato sempre più competitivo: a qualsiasi livello devi stare attento, chiunque può fare una grande settimana. Inoltre so che anche sulla terra posso giocare bene: è la superficie su cui sono cresciuto.”
Come stai fisicamente e mentalmente in questo momento?
“Sto cercando la miglior condizione. Anche quando si è in forma le prime partite sono sempre complicate: non conosci bene l’avversario, devi adattarti alle condizioni. Sono qui per mettere minuti nelle gambe, ritrovare energia e godermi l’atmosfera italiana, che mi è mancata tanto.”
Cagliari può essere una tappa importante della tua stagione?
“Sì, questi tornei possono dare grande fiducia. È successo anche in passato: vincere o fare bene in un Challenger tra due Masters 1000 può cambiare l’inerzia. Per questo chi viene qui lo fa con grande motivazione.”
Quali giocatori ti stanno impressionando di più in questo periodo?
“Ce ne sono diversi. Mi sono allenato a Marrakech con Rafael Jódar (n. 42 ATP, best ranking n. 42, 18 anni, ndr) e mi ha colpito tanto: è già molto completo, molto concentrato, senza cali durante il match. Ha grande energia nonostante sia giovane e secondo me farà grandi cose. Mi ha impressionato anche Fils (Arthur Fils, n. 15 ATP, best ranking n. 15, 20 anni, ndr): tornare da un infortunio è sempre difficile, lo so bene, e lui invece è rientrato subito a un livello altissimo, con grande continuità. E poi Cerúndolo (Francisco Cerúndolo, n. 22 ATP, best ranking n. 19, 26 anni, ndr): ogni volta mi sorprende per il livello che esprime. Credo che abbia tutte le qualità per arrivare in fondo nei grandi tornei e penso che presto farà un risultato molto importante.”
La terra rossa resta la tua casa?
“Assolutamente sì. Mi sento sempre a mio agio sulla terra, è una superficie più tattica e di battaglia. Mi piace quella sensazione di fatica e costruzione del punto. Ho ottenuto buoni risultati qui e spero di farlo ancora.”
Qual è l’obiettivo per questo torneo?
“Pensare partita per partita. La prima è sempre complicata, poi se vai avanti il livello sale e le sensazioni migliorano. Voglio trovare la mia miglior forma durante il torneo.”
Quanto conta il pubblico italiano?
“È fondamentale. Il calore del pubblico italiano è una delle ragioni per cui sono qui. Giocare in Italia è sempre speciale, mi emoziona tanto. Anche solo pensare che qui giocavo da Under 12 fa un certo effetto.”
La classifica attuale di n. 92 ATP ti pesa?
“La classifica è una conseguenza dei risultati. So il mio livello e so cosa posso fare. Se oggi sono qui è perché non ho avuto continuità, ma è un processo: in passato sono già risalito e posso farlo di nuovo. Non gioco per la classifica, gioco per dimostrare a me stesso che posso ancora competere e divertirmi in campo.”
Berrettini riparte dunque da Cagliari, tra ricordi, consapevolezze e la voglia di tornare protagonista.
