BERRETTINI CRESCE E CONVINCE: BATTUTO IL CAMPIONE USCENTE NAVONE AL SARDEGNA OPEN 2026

L’azzurro ritrova continuità e fiducia: ora la sfida a Hurkacz, reduce dal successo su Nava

Matteo Berrettini all'ATP175 Cagliari 2026 (30.04.2026 credit foto FITP Giampiero Sposito)
Matteo Berrettini all’ATP175 Cagliari 2026 (30.04.2026 credit foto FITP Giampiero Sposito)

Dopo la convincente vittoria contro il campione uscente dal Sardegna Open 2026 ATP Challenger 175 Mariano Navone, Matteo Berrettini si è presentato in conferenza stampa con segnali incoraggianti, soprattutto dal punto di vista fisico e della continuità. L’azzurro ha sottolineato i progressi degli ultimi mesi, evidenziando una ritrovata solidità e la capacità di adattarsi alle condizioni e agli avversari, elementi che gli hanno permesso di esprimere un livello alto contro uno specialista della terra battuta.

Come ti senti dal punto di vista fisico e mentale?
«Negli ultimi mesi mi sento bene, soprattutto fisicamente. Era da un po’ che mi mancava questa continuità, questa capacità di stare competitivo a lungo. In passato mi veniva più naturale, mentre adesso ho dovuto lavorarci di più, ma sto iniziando a godermi di nuovo tutto questo. L’obiettivo era proprio ritrovare continuità di attenzione e di rendimento, e oggi sono molto contento anche del livello espresso contro un giocatore come Navone, che sulla terra è davvero molto solido. Una partita così, se non la giochi bene, è difficilissima da vincere

Ti abbiamo visto molto diverso rispetto al primo turno. Cosa è cambiato?
«Il tennis è così: a volte basta poco per cambiare la percezione. Se avessi vinto la prima partita magari 7-5 al terzo, non parleremmo di differenze così grandi. Non credo di aver giocato male al primo turno, ma le condizioni erano più difficili, c’era molto vento e si facevano più errori. Devi saper accettare quello che trovi in campo e adattarti. Oggi ci sono riuscito meglio e il livello si è alzato. Inoltre, non avevo mai affrontato quel tipo di avversario prima e ho dovuto un po’ studiarlo.»

Oggi eri sfavorito sulla carta contro il numero uno del torneo. Quanto conta questo?
«Oggi nel tennis i numeri contano fino a un certo punto. Navone è il campione in carica, viene da ottimi risultati, ma questo non cambia il mio approccio. Io entro in campo sapendo di poter vincere contro chiunque. Questo mi ha aiutato a restare attaccato alla partita e a giocare con la giusta convinzione.»

Come hai preparato la partita e dove pensi di aver fatto la differenza?
«Puoi preparare la partita in un certo modo, ma poi in campo devi adattarti. All’inizio ero un po’ troppo frettoloso con il diritto, cercavo subito il vincente. Contro un giocatore come Navone non funziona: ti porta all’errore. Da metà partita ho iniziato a costruire di più, con pazienza, e le cose sono migliorate.
Sapevo anche che il suo servizio non è la sua arma principale, quindi potevo restare tranquillo anche in caso di break subito. Però dovevo servire bene e restare aggressivo, perché lui risponde molto bene. La chiave è stata trovare questo equilibrio

Hai reagito bene anche nei momenti di difficoltà…
«Sì, non è mai facile recuperare un break, ma sono rimasto lì, ho continuato a lavorare e sono riuscito a recuperarlo subito. È stata una prova di carattere importante. Anche nel finale, nonostante mi sentissi in controllo, c’era tensione: basta poco per riaprire la partita. Ho gestito bene quei momenti, ed è un segnale positivo.»

Hai fatto cambiamenti a livello tecnico, ad esempio sulle corde o sull’attrezzatura?
«No, non ho cambiato nulla oggi. Di solito faccio piccoli aggiustamenti in base all’orario o alle condizioni, ma oggi mi sono trovato bene così. Le condizioni erano adatte e non ho sentito il bisogno di modificare niente.»

Quale partita ti ha soddisfatto di più tra quella di oggi e quella precedente?
«Sono state diverse. Quella di oggi mi è piaciuta di più dal punto di vista tecnico, mentre quella precedente dal punto di vista caratteriale. Reagire dopo essere andato sotto e vincere è stato importante. Diciamo che entrambe hanno un valore: una per il livello di gioco, l’altra per quello che rappresenta a livello mentale

Le parole di Matteo Berrettini confermano una crescita evidente non solo nel gioco, ma anche nella gestione dei momenti chiave. La vittoria contro Mariano Navone rappresenta un passaggio significativo del suo percorso: solidità, adattamento e fiducia ritrovata sono segnali incoraggianti in vista del prosieguo del torneo.

Nel prossimo turno, però, il livello si alzerà ulteriormente: Berrettini affronterà il polacco Hubert Hurkacz, reduce dal successo su Emilio Nava. Un match che si preannuncia equilibrato e ad alta intensità, tra due giocatori dal grande servizio, in cui continuità e gestione dei momenti decisivi faranno la differenza.

Matteo Berrettini all'ATP175 Cagliari 2026 (30.04.2026 credit foto FITP Giampiero Sposito)
Matteo Berrettini all’ATP175 Cagliari 2026 (30.04.2026 credit foto FITP Giampiero Sposito)

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